Girotondo di domande

Questo esercizio-gioco l’ho conosciuto nel 2000 grazie a Robin Arthur (Forced Entertainment – Inghilterra). L’ho poi utilizzato come stimolo per la scrittura di testi con il gruppo Il Cetrangolo, dove spesso si trattava di lavorare su brani composti collegialmente.

Solo in seguito ho cominciato ad utilizzarlo nei laboratori come strumento per la comprensione delle dinamiche dei dialoghi. Alcune raccolte di frasi si trovano nel blog aperto con Mirko Artuso “Le altre parole“. Sempre nello stesso blog si possono trovare materiali sul laboratorio di scrittura che ho tenuto l’anno scorso a Ferrara.

Nel secondo incontro abbiamo costruito un po’ di materiali con questo gioco (che spero qualcuno descriva nella pagina della wiki ad esso dedicato) e una volta selezionati abbiamo cmposto dei dialoghi casuali. Queste le frasi selezionate e mischiate (grazie a Pina che le ha trascritte dai foglietti):

Smetterò solo quando deciderò di scappare.
Quando è stata l’ultima volta che hai detto “questa è l’ultima volta?”
Posso rimanere quassù e basta?
Posso guardare dentro la stanza?
Qual è stata l’ultima volta che volevi mandare a girare tutti?

Smetterò solo se mi tranquillizzi.
Potremo essere più solidali tra noi?
Posso rimanere quassù se mandi una mia copia laggiù.
Qual è un buon posto per andare in vacanza ad aprile?
Posso rimanere quassù per volare ancora un po’.

Qual è un buon posto per impazzire completamente?
Potremo abbattere questo stato di cose?
Smetterò solo se qualcuno mi dirà di continuare.
Qual è stata l’ultima volta che non ho dovuto ricredermi?
Smetterò solo quando avrò voglia di smettere.

Smetterò solo se troverò una ragione.
Smetterò solo se smetterete anche voi.
Posso rimanere quassù e pisciare su quelli che passano.
Posso rimanere quassù per tutta la notte.
Posso farti una proposta indecente?

Potremo salutarci anche tra sconosciuti?
Posso capire ciò che non si può comprendere?
Posso autocontrollarmi?
Posso stringerti la mano?
Posso tornare indietro?

Posso tornare indietro e rivivere quei momenti in un altro modo?
Potremo condividere in modo migliore questi momenti?
Quando è stata l’ultima volta che hai creduto a babbo natale?
Potremo stare nudi in spiaggia?
Posso rimanere quassù per capire dove cavolo si va a parare.

Posso rimanere quassù se me lo permettono.
Qual è un buon posto per sparire e non essere più ritrovati?
Potremo credere che i Pink Floyd torneranno a cantare insieme?
Smetterò solo se non riderai di me
Qual è un buon posto per andare oltre i propri limiti?

Potremo fare la rivoluzione?
Qual è un buon posto per vivere bene?
Qual è un buon posto per nascondersi?
Posso rimanere quassù se non guardo di sotto.
Qual è un buon posto per uscire da se stessi?

Potremo darci la mano tutti quanti?
Potremo uscire da qui un giorno o l’altro?
Qual è stata l’ultima volta che ti sei arrampicato sugli specchi?
Posso ubriacarmi?
Potremo riuscire a migliorare questo mondo?

Smetterò solo quando avrai il coraggio di dirmelo.
Smetterò solo se sarà necessario.
Posso aspettarmi un sorriso da tutti.
Quando è stata l’ultima volta che hai pianto?
Quando è stata l’ultima volta che sei stato soddisfatto?

Posso rimanere quassù e andare sempre più su.
Quando è stata l’ultima volta che ti ho osservato per tutta la notte dormire?
Qual è stata l’ultima volta che ti sei incazzato guardando un dibattito politico?
Quando è stata l’ultima volta che hai permesso a qualcuno di vederti veramente?
Posso rimanere quassù per guardarti.

Smetterò solo quando sarò morto.
Potremo accorgerci di quello che non vogliamo credere?
Posso rimanere quassù e ci rimarrò.
Qual è un buon posto per vedere l’eclissi?
Qual è un buon posto per imparare a volare?

Potremo sfamare i bimbi del terzo mondo?
Posso sedermi accanto a te?
Posso raccontarti una fiaba?
Quando è stata l’ultima volta che hai mangiato cioccolato?
Qual è un buon posto per avere paura?

Qual è un buon posto per ritrovare se stessi?
Posso rimanere quassù per sempre.
Smetterò solo perché sei tu a chiedermelo.
Posso realizzare qualcosa di sensato?
Smetterò solo quando avrò finito di catalogare tutti i reperti.
Quando è stata l’ultima volta che ho fatto una figura di merda?
Qual è un buon posto per bere un buon vino?
————————-

Sarebbe bello (e spero di non scriverlo spesso) che qualcuno raccontasse come si svolgevano questi dialoghi.

5 pensieri su “Girotondo di domande

  1. Sarebbe bello (e spero di non scriverlo spesso) che qualcuno raccontasse come si svolgevano questi dialoghi.

    Ebbene, sembra che, a parte la diligente Pina Nicoletta che ha rotto il ghiaccio postando i suoi interventi su questo Blog e il buon caro Angelo che ci delizia con le sue “Avventure di un giovane filosofo”, abbiano un po’ tutti, me compreso, il famoso “Blocco dello scrittore”.

    Ci proverò io lasciando un commento a questo post e mi perdoneranno gli altri se dimentico e tralascio particolari relativi allo svolgimento del Girotondo di Domande.
    Ricordo due persone; una seduta difronte all’altra; al cento due mazzetti di fogli da dove pescare domande e risposte precedentemente scritte e selezionate. (Mi venivano in mente le carte degli Imprevisti e delle Probabilità del Monopoli.)
    Alla lettura del primo foglio dal mazzetto seguiva una risposta pescata dal secondo; si creava così un dialogo, un’interazione dove ciò che importava non era ciò che veniva detto (letto) bensì il significato che ognuno delle due persone coinvolte voleva dare a quel che leggeva attraverso lo sguardo, la postura del corpo, la scelta delle pause. Le persone che passivamente assistevano a questa scena avrebbero potuto costringersi a non ascoltare, costruendosi, col solo strumento dell’osservazione, un proprio dialogo personale.

    Sottolineo un’ultima cosa che magari ribadirò una volta che capirò come usare wiki; mi è mancato nei giorni successivi al primo, la relazione intensa che si è venuta a creare il primo giorno, svolgendo l’esercizio dello sguardo. Mi è mancata, ripeto, la disponibilità emotiva a concedermi agli altri; ho avvertito da parte mia una maggiore difficoltà ad interagire. Poco sciolto, troppo razionale. Questo per me è stato l’unico vero blocco.

    Rileggendo quello che ho scritto, ho difficoltà a pensare di essere riuscito a spiegarmi ma magari qualcuno dei presenti ha avuto le mie stesse impressioni e questi cinque minuti passati a comunicare con me stesso potranno servire di stimolo agli altri stitici scrittori da blog.

    Grazie.

  2. LA STANZA IN UN CIELO
    In una stanza. In una città. Qualcosa avviene:

    una truffa
    una testa rotta
    una collutazione
    una luce fredda illumina un covo
    qulcuno ha bisogno di un ospedale
    panico
    razionalità
    In una stanza. In una città. Qualcuno dialoga:

    Io non parlo
    Se l’altro giorno non ci fossimo incontrati
    Sto ancora pensando a te
    E’ come dici tu
    Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi
    Dove posso trovare una farmacia?
    Come si fa a capire quello che si vuole
    Dopo il ponte gira a destra e prosegui fino a un semaforo, guarda a sinistra e lo trovi
    Serenità
    E’ ridicolo
    Non credo che il tempo regga
    Credo che tutto ciò verrà irrimediabilmente perduto
    Non ho mai pensato che sia così
    L’inerte casualità di questo percorso non riesce a non generare immagini.

    In questa stanza, quindi, attendo immagini in un cielo.

    Modifica questo articolo.

  3. Sede di una finanziaria (e/o una multinazionale), in cima ad un palazzo, c’è una finestra e una terrazza con un elicottero. Jeli minaccia gli ostaggi col mitra, spara in aria, da fuoco alle carte, spacca tutto.

    jeli (guardando Bella): “Smetterò solo se mi tranquillizzi.”
    Bella (gli prende la mano): “Potremo essere più solidali tra noi?”
    (Si abbracciano, lui piange. Poi lascia uscire gli ostaggi, Bella rimane)
    Jeli: “Posso rimanere quassù se mandi una mia copia laggiù.”
    (Va a prendere un manichino e lo vestono coi suoi propri vestiti, poi lo butta dalla finestra)
    jeli(guarda l’elicottero sulla terrazza, poi a Bella): “Qual è un buon posto per andare in vacanza ad aprile?”
    Bella (sorride): “Posso rimanere quassù per volare ancora un po’.”

  4. LA STANZA IN UN CIELO, PARTE 2

    In una stanza. In una città.

    Alcune domande scorrono.

    Qual è stata l’ultima volta che ho perso la strada?
    Qual è un buon posto per fermarsi?
    Posso guardare dentro alla stanza?
    Posso rimanere quassù e pensare ad altro?
    Non ci sono risposte, solo domande.

    Non sono in grado di dare risposte perchè non ho domande da fare.

    In una stanza. In una città. Le persone sedute le une di fronte alle altre creano domande. E lasciano che le domande scorrano lungo le pareti senza dare risposte. Fino a quando le domande stesse si stratificano in risposte, e le risposte diventono l’unico strumento per avere domande.

    Smetterò solo se qualcuno mi dirà di continuare.
    Smetterò solo quando avrò ritrovato le chiavi di casa.
    Smetterò solo per raggiungere al più presto una vecchia cantina di campagna.
    Una stanza non sa fare domande, ma dare solo risposte. Insegnateli a fare domande.

  5. Due giovani amanti. La soffitta di una vecchia casa, il chiarore della luna.
    – “Posso farti una proposta indecente?”
    – “Smetterò solo perchè sei tu a chiedermelo.”
    – “Posso raccontarti una fiaba?”
    – “Quando è stata l’ultima volta che hai creduto a Babbo Natale?”
    – “Smetterò solo se non riderai di me”
    – “Smetterò solo quando avrai il coraggio di dirmelo.”
    – “Posso rimanere quassù per tutta la notte.”
    – “Posso rimanere quassù per sempre. ”
    – (ride) “Potremo uscire da qui un giorno o l’altro?”
    – “Smetterò solo quando deciderò di scappare.”
    – “Qual’è un buon posto per nascondersi?”
    – (ride) “Potremo stare nudi in spiaggia?”

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